I Carretti Siciliani di Raffaele La Scala

Esistono diverse scuole in Sicilia in maestri carradori: Palermo, Catania, Trapani, Castelvetrano e Ragusa; ognuna con le sue particolarità.Ed è proprio in quest’ultima, a Comiso in provincia di Ragusa, che inizia la storia di Raffaele La Scala: Maestro Carradore ,il carretto siciliano, nato come mezzo di trasporto delle merci e delle persone, destinato poi in città principalmente all’utilizzo dei venditori ambulanti, è certamente l’oggetto più conosciuto e caratteristico dell’arte popolare siciliana. Strettamente legato alla storia economica e culturale dell’isola oggi è diventato il simbolo della Sicilia e della sua tradizione.

Nella storia economica e culturale della Sicilia tra Ottocento e Novecento il carretto ha avuto un ruolo di essenziale . Ancora oggi non esiste siciliano che non lo conosca e la struttura, i colori e le scene in esso rappresentate sono apprezzati in tutto il mondo.Oggi è possibile visitare i Carretti Siciliani del Maestro La Scala, ad Agrigento, dove il figlio Marcello, nella sua villa, ne detiene una collezione formata da 5 carretti, una carrozza e tutti gli utensili che sono stati necessari per realizzarli.

Citando ancora Guy de Maupassant: “Quegli uomini, quelli di una volta, avevano un’anima ed occhi che non somigliavano a quelli nostri; nelle loro vene, con il sangue, scorreva qualcosa di scomparso: l’amore e l’ammirazione per la Bellezza”.

La sua figura è agile ed elegante, la sua decorazione ricca e barocca. Fiori, ricami e foglie di ferro battuto sono avvitati dovunque, lasciando non un centimetro quadrato senza colore o intarsio. I colori predominanti sono il rosso, il verde e l’azzurro. La fantasia dell’artigiano si espande mirabilmente soprattutto sulle fiancate esterne.

Raffaele La Scala maestro carradore

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