Pantelleria, dove nasce il nettare degli Dei.

Pantelleria un’isola silenziosa, selvaggia e misteriosa:  Chi arriva sull’isola rimane come sconcertato da questa terra nera, difficile ma poi, dopo averla assaporata ed essersi innamorato, non vuole più andare via. la ‘Figlia del vento’ (Bent-el Rhia), come la chiamavano le prime popolazioni arabe che qui abitavano. L’isola, che è in assoluto la più grande della isole minori siciliane, è ciò che resta di un grosso cratere vulcanico, circondato da altri 24 crateri più piccoli, coste frastagliate di roccia lavica scavata dalle onde, si contrappone la zona interna coperta da fichi d’india e da coltivazioni di capperi e dai vigneti unici, coltivati ad “alberello”, dai quali si ricava quello che per gli antichi romani era – senza ombra di dubbio – il “nettare degli dei”: il Passito, un vino dolce, dall’aroma intenso e del colore dell’oro.Un’isola silenziosa, selvaggia e misteriosa: come meglio descrivere Pantelleria. Chi arriva sull’isola rimane come sconcertato da questa terra nera, difficile ma poi, dopo averla assaporata ed essersi innamorato, non vuole più andare via.

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